venerdì 21 novembre 2008

compito numero 3

Eccoci di fronte ad un’altra questione importante,che tra l’altro mi ha coinvolto proprio in questo primo anno di università: il formato PDF. Proprio quest’anno infatti ho dovuto cominciare a trafficare un po’sul mio computer per questione universitarie,dalla semplice osservazione dei corsi,al programma del mio corso di laurea…per non parlare del tram tram che tutti noi abbiamo dovuto fare per iscriversi al primo anno “seguendo la procedura on-line”. Ed è proprio grazie a questa mia nuova avventura che ho conosciuto il file PDF:lo so sono un’ignorante:)
Comunque il problema è sorto proprio al momento in cui dovevo osservare la graduatoria dei risultati del test d’ammissione:che giorni, non riuscivo ad osservarla perché il mio PC non possedeva il formato PDF(tanto per cambiare)…..notando che quasi tutti i file universitari si aprono in PDF anch’io ho installato Adobe Reader, grazie al quale ho potuto usufruire del PDF.
Ma cos’è essenzialmente il PDF?
Il Portable Document Format, comunemente abbreviato PDF, è un formato di file che può descrivere documenti che contengono testo e/o immagini in qualsiasi risoluzione. Chiunque può creare applicazioni che leggono e scrivono file PDF senza pagare i diritti alla Adobe Systems.Il documento PDF non include informazioni specifiche per software, hardware e sistema operativo usato. Ciò permette che il documento venga visualizzato nella stessa esatta maniera indipendentemente dalla piattaforma e/o dispositivo utilizzato per leggerlo. Anche questo fatto ha contribuito a farlo diventare un formato standard molto diffuso per la condivisione dei documenti.All'interno del file PDF vengono tenute informazioni sulla sicurezza (documento stampabile o non stampabile, protetto da password,con selezione di testo bloccata o non bloccata, ecc.) anche se però ho scoperto che la protezione dei PDF, definita crittografica, è molto debole
ed esistono numerosi programmi che riescono a rompere la chiave in tempi brevi.

giovedì 20 novembre 2008

compito numero 1

Vedo con grande piacere che sono una delle poche studentesse al primo anno che ancora doveva svolgere il primo compito assegnato dal prof. :) e cade proprio a pennello, perchè il mio ritardo sull'aggiornare il blog dipende proprio dallo strumento che sto usando in questo istante: il computer....
Il fatto è che per me sta diventando un'ossessione...mi piacerebbe un sacco potermene servire in ogni istante e luogo,ma ci sono dei piccoli dettagli che me lo impediscono:
uno,secondo voi è possibile viaggiare con un W98 che non ha neanche l'ADSL?
beh vi rispondo subito di no....è un disastro, lento ma di un lento atroce....e poi mi si impalla sempre....il Prof m'ha dato un bel da fare con questo blog:)
speriamo per lo meno che le cose possano migliorare in qualche modo,perchè mi sto rendendo conto di quanto sia semplice e immediato comunicare con il nostro PC.
Dovrei cercare di convincere mia madre a regalarmi un nuovo computer e gettare di sotto dalla finestra questo trombone...oppure invito i miei colleghi ortottisti a fare una colletta per me per farmi ottenere almeno un 18 a informatica:=))
Sono nel panico aiuto....non ce la faccio più a premere i famosi tasti Ctrl Alt Canc per riavviare il computer:) sta impazzendo lui ed io...credo che uno di questi giorni si autodistruggerà:))

giovedì 30 ottobre 2008

STUPIDITà UMANA

Le cose oggi si sono messe in modo che la stupidità umana trionfa....il decreto Gelmini è stato approvato,e che sia un bene o un male,subito la nostra generazione ha mostrato i livelli di stupidità ed ignoranza raggiunti.......mi riferisco agli scontri che ci sono stati a Roma in Piazza Navona.....ma dove siamo? ragazzi di 18,19 20 anni, per non parlare dei trentenni disperati,che si picchiano a suon di sedie,tavoli e spranghe...e per cosa?xkè non tutti abbiamo le stesse idee...queste persone sono tutte uguali,anche se simpatizzano per partiti politici diversi:IGNORANTI
Potrei dire di peggio ma non meritano tanta considerazione.....DESTRA SINISTRA.....ma fatela finita siete solo dei violenti che si coprono dietro ideali politici.....e se fossi vostra madre altro che mazzate vi tirerei......

mercoledì 29 ottobre 2008

OPEN EDUCATIONAL RESOURCES

The term "open educational resources" was first adopted at UNESCO's 2002 Forum on the Impact of Open Courseware for Higher Education in Developing Countries funded by the William and Flora Hewlett Foundation. Open educational resources are educational materials and resources offered freely and openly for anyone to use and under some licenses to re-mix, improve and redistribute. Open educational resources include:
  • Learning content: full courses, course materials, content modules, learning objects, collections, and journals.
  • Tools: Software to support the creation, delivery, use and improvement of open learning content including searching and organization of content, content and learning management systems, content development tools, and on-line learning communities.
  • Implementation resources: Intellectual property licenses to promote open publishing of materials, design-principles, and localization of content.

From 24 October to 2 December 2005 the UNESCO on-line Forum Open course content for higher education took place.
In September 2006, the Third Annual Open Education Conference (Community, Culture and Content) was held in Logan, Utah. The last conference was held on September 24-27, 2007 in Logan, Utah.
In June 2007, educators at the iCommons iSummit in Dubrovnik joined the open movement worldwide to showcase emerging open education initiatives and to explore ways to better create, share and evolve open educational materials.
In January 2008 The Cape Town Open Education Declaration was published.

Since 2005 there has been a marked increase in the Open Educational Resource (OER) movement and in Open Educational Licenses (like Creative Commons). Many of the projects on OER were funded by the William and Flora Hewlett Foundation, and partly also by the Shuttleworth Foundation that focuses on projects concerning collaborative content creation. There has been a strong international debate on how to apply OER in practice and the UNESCO chaired a vivid discussion on this through its International Institute of Educational Planning (IIEP).
By the second half of 2006 it also became clear to some of the forerunners that OER and Free/Libre Open Source Software (FLOSS) do somehow belong together. As a result, the discussion groups of IIEP on OER and FLOSS were merged and forces were further joined through mergers with a related OECD campaign.
Main article: FLOSS
What has still not become clear by now to most actors in the OER domain is that there are further links between the OER and the Free / Libre Open Source Software (FLOSS) movements, beyond the principles of “FREE” and “OPEN”. The FLOSS model stands for more than this and, like e.g. Wikipedia, shows how users can become active “resource” creators and how those resources can be re-used and freely maintained. In OER on the other hand a focus is still on the traditional way of resource creation and role distributions.
However, Teachers Without Borders, a non-profit based in Seattle, is currently developing a new OER website where members can take courses, discuss their findings with people around the world, and publish their work, all on the same website. Their goal is to connect educators and learners from around the world and give free access to a wide variety of courses, thus helping to close the education divide. www.teacherswithoutborders.org
FLOSS communities are today known for producing good quality software using a different development approach than proprietary software producer. FLOSS is built by a community of volunteers and might be backed by companies that generate their revenues by providing services related to the software. In more recent years FLOSS communities also gained attention for their community production and support models and regarding their way of knowledge creation and learning. FLOSS communities possess many characteristics that educational settings seek to apply such as:
Open and inclusive ethos: everyone can participate, no charges, no deadlines, life long participation
Up to date content; everyone can add, edit and update the content
Materials are usually the product of many authors with many contributions from people other than authors
Frequent releases and updates where product features and community structures are the result of a continuous re-negotiation / reflection process within a continuous development cycle
Prior learning outcomes and processes are systematically available through mailing lists, forums, commented code and further instructional materials (re-use)
A large support network; provided voluntarily by the community member in a collaborative manner nearly 24/7
Free Riders (lurker) welcome paradox – the more the better
New ICT solutions are adapted early by the community
Educational settings might be partly aware that FLOSS-like principles can benefit education, but there has been no structured and systematically approach on mapping and transferring them, or to develop new educational models and scenarios around them. The European Union funded FLOSSCom project is likely to be the first attempt to map the open source landscape from an educational point of view, but further research and work still remains to be done.

martedì 28 ottobre 2008

Intervista al tg...che figure:)

mamma mia stamani proprio non ci voleva...ero diretta a lezione come tutti i giorni(perchè io non ho tempo da perdere in baggianate)quando eccoti arrivare un omino con una telecamera e un giubbotto con sopra scritto mediaset:) terrore...io e la mia amica giuggiola abbiamo tentato di fuggire e far finta di niente,ma nulla....però via almeno abbiamo espresso la nostra opinione su quello che sta accadendo in quest'ultimo periodo a Firenze, e in molte università d'Italia...e poi dai...fa effetto vedersi al tg 5 delle 20.00....e con questa comparsa è già la seconda volta che faccio capolino nello schermo di casa...ci avrò preso gusto:)??????peggio del prezzemolo oh......via saluti e baci,vado a ninna visto che domani all'otto devo prendere il treno e farmi un'altra giornata all'uni....ma non di cazzeggio....:)baci

venerdì 24 ottobre 2008

ma dove viviamo?

ho appena ascoltato al tg una notizia riguardo a questo ormai "famoso" Pietro Maso....non userò mezzi termini per esprimere tutto il mio disprezzo per lui e per chi si è permesso di farlo uscire di galera,per chi ha creduto che Pietro è ormai in grado di circolare libero per l'Italia...io mi domando come diavolo si possa far uscire prima del tempo un elemento del genere,un uomo che ha ucciso i propri genitori per una cazzo di eredità,scusate il termine ma è quello che penso.
questi magistrati dovrebbero riuscire a svolgere meglio il proprio lavoro,perchè non è possibile che un assassino abbia più diritti del comune cittadino...sono stufa di vedere delinquenti liberi,stufa di tutto questo bonismo che in Italia sembra diffondersi come una moda:ma stiamo scherzando? chi sbaglia paga, ma deve pagare tutta la pena che viene stabilita, non permettere che dopo poco sia nuovamente libero di fare i cavolacci suoi....che schifo di paese sta diventando il nostro....che amarezza...

italia vergognati...

Semilibertà per Pietro Maso
Pietro Maso, condannato a trent'anni di detenzione
+ Maso, il killer ragazzino che sognava la bella vita

Nel '91 uccise i genitori per l’ereditàIl sindaco di Montecchia di Crosara:dovrebbe scontare tutta la condanna
MILANOMassacrò i genitori per impossessarsi dell’eredità. Oggi, a distanza di 17 anni, il Tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso a Pietro Maso il regime di semilibertà. L’uomo, che godeva già di permessi premio, uccise il padre e la madre nella loro casa di Montecchia di Crosara (Verona) il 17 aprile del 1991. Al momento del delitto aveva diciannove anni.Il caso ebbe un grandissimo clamore anche per le terribili modalità dei delitti. Il ragazzo insieme a tre amici si appostò in cucina e quando il padre Antonio e la madre Rosa tornarono da una riunione in parrocchia li colpì con una spranga. Un solo movente, l’eredità. Il gruppo aveva progettato il delitto da tempo e indossava tute da lavoro e maschere di carnevale. In precedenza Maso e i suoi complici avevano già provato a uccidere i genitori del ragazzo, prima con un ordigno rudimentale fatto con due bombole di gas e poi tentando di investire mamma Rosa.Per l’omicidio dei genitori Pietro Maso è stato condannato a trent’anni di reclusione il 29 febbraio 1992, pena confermata sia in appello che in Cassazione, dove la condanna divenne definitiva nel 1994. Già due volte prima dell’aprile dello scorso anno Maso era stato vicino a ottenere un permesso premio, ma, in entrambi i casi, si era visto sfumare all’ultimo momento la possibilità di uscire, anche se solo per poche ore, dal carcere. Il sindaco di Montecchia di Crosara, Giuseppe Cavazza, è scettico: «I giudici avranno valutato bene prima di concedere la semilibertà a Maso, ma resto del parere che la condanna dovrebbe essere scontata fino in fondo». «Più che come la penso io - afferma Cavazza - bisognerebbe chiedere come giudicano la semilibertà a Maso alcuni miei paesani, che credo potrebbero non essere tanto d'accordo». A Montecchia risede ancora solo un’anziana zia di Pietro Maso, mentre le sorelle Laura e Nadia, dopo il delitto e il caso mediatico che ne seguì, si sono trasferite altrove.